Lago di Nemi – Cosa vedere, informazioni e caratteristiche

Lago di Nemi

Il lago di Nemi è un specchio lacustre di origine vulcanica che riempie due conche crateriche contigue; l’orlo che le divide è attualmente sommerso e in parte si è dissolto per l’azione erosiva delle acque. Il bacino lacustre è di piccole dimensioni e non ricopre totalmente le due caldere a causa del prosciugamento della parte nord del lago, dovuta alla realizzazione di un emissario artificiale in epoca romana che, passando sotto Genzano, si riversa nella Valle di Ariccia. La realizzazione dell’emissario artificiale portò ad una diminuzione considerevole del livello del bacino (circa 80 metri), tale da permettere l’insediamento della caratteristica vegetazione ripariale sulle sue sponde. Il lago è poco profondo, 31 metri, e raggiunge il livello dell’emissario solo in stagioni relativamente piovose; riceve l’acqua solo dalle piogge e da alcune sorgenti subacquee non sempre attive.

L’area è compresa all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani, in particolare il bacino sud del lago di Nemi è una Riserva Parziale Biologica. Nel lago le piante acquatiche sommerse, in conseguenza delle caratteristiche dei fondali, sono sviluppate e distribuite essenzialmente nella zona litoranea. Si possono osservare così degli estesi canneti, dove dominano le cannucce di palude e più vicino all’acqua, lembi di scirpo lacustre. Sulle sponde sono presenti i vistosi fiori gialli del giaggiolo acquatico e particolarmente caratteristici sono i platani che bordano le rive del lago. I versanti interni e soleggiati della caldera sono ricoperti da lembi di leccete, che rappresentano la vegetazione originaria che ricopriva un tempo gran parte dell’orlo dell’antico cratere.
Il lago di Nemi, per una serie di caratteristiche ambientali e idrologiche, era caratterizzato dalla notevole abbondanza di plancton e offriva un habitat ottimale per la fauna ittica.

Questa prerogativa è andata purtroppo perduta negli anni ‘70-‘80 a seguito di una cattiva gestione del bacino che ha portato ad un forte inquinamento delle sue acque. Attualmente la situazione ambientale sta lentamente migliorando. Numerosi i pesci introdotti, tra cui il coregone e il pesce re, una specie originaria delle acque del sudamerica che si è perfettamente adattata alle nuove condizioni. Tra le specie ittiche autoctone ancora presenti vi è il luccio, un predatore che caccia all’agguato nascosto tra la vegetazione acquatica. Il lago inoltre ospita durante il periodo invernale piccoli gruppi di uccelli acquatici costituiti principalmente da folaghe, svassi maggiori, cormorani e da anatre tuffatrici, tra cui la morette e moriglioni. Lungo la vegetazione delle rive sono frequenti la gallinella d’acqua e l’usignolo di fiume.

Foto by Livioandronico2013 (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons.

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